
Fumetto di Oliviero.
L'ipnosi contro il fumo funziona. «In quattro casi su dieci il
tabagista smette e non riprende più il pacchetto in mano, secondo i risultati di vent'anni di esperienza presso l'ambulatorio di medicina psicosomatica del San Carlo di Milano», dice la psicoterapeuta Luisa Merati, che dirige l'ambulatorio. «Da noi bastano due sedute e la terapia, come in tutti gli ospedali pubblici, è gratuita, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale».
Che cosa avviene? Non si dorme e non si perde conoscenza. Dopo si ricorda tutto, perché l'
ipnosi è solo uno stato modificato di coscienza, detto trance, affine al dormiveglia. «È una via diretta per attingere alle risorse interiori dell'inconscio, dov'è più stretto il legame tra la mente e il corpo e dove più facilmente possono emergere le problematiche interiori», precisa Merati.
In trance si associa la sigaretta alla nausea
All'inizio della seduta si analizza la motivazione al trattamento, sottoponendo il paziente ad appositi test. «Quindi il terapeuta induce lo stato di trance attraverso tecniche che aiutano il paziente a concentrarsi sul proprio respiro o su una luce, in modo da rilassarsi e lasciarsi andare», continua Merati. «Per la buona riuscita della terapia antifumo è indispensabile che si instauri un rapporto di fiducia con il proprio ipnotista: più è forte, più il grado di trance è profondo». Durante lo stato di ipnosi, il terapeuta utilizza vari metodi per dissuadere dal vizio del fumo e per rompere il condizionamento di cui il fumatore è vittima: «Accendo una sigaretta per scaricare la tensione».
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